TORONTO live with Culture

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Ecco quattro esempi della campagna promozionale in supporto al Toronto live with Culture, evento svoltosi tra il 2005 e il 2006 della durata di 16 mesi mirato a celebrare l’arte e le communities culturali della città. Dall’evento ne è nato poi un vero e proprio portale_guida dove tuttora vengono comunicati e promossi gli eventi che riguardano la scena culturale e artistica. Dal teatro al cinema, Toronto ha l’intento di farsi largo e di prendersi un piccolo posticino tra i giganti dell’arte e della cultura, a livello mondiale. La campagna pubblicitaria che accompagna questa iniziativa è sorprendente e non si può non farne elemento di discussione. Essa gioca in maniera molto sottile e pungente sul confronto con altri Paesi e città, tutti caratterizzati da un dualismo fatto di luoghi comuni positivi e negativi. Toronto riconosce a ogni luogo con cui si confronta, la supremazia in uno specifico campo artistico/culturale, ma sottolinea allo stesso tempo di come essa sia impura, macchiata da banali e ironici luoghi comuni. Luoghi comuni negativi che, questa volta, non appartengono alla tradizione culturale del luogo, ma all’individuo in quanto cittadino. La cittadinanza, infatti, non è solo un dato anagrafico: l’Italiano, il Francese o l’abitante di New York portano tutti con sè un marchio a fuoco dalla nascita, a lettura universale, composto da un elenco di luoghi comuni che lo accompagnerà per tutta la vita. Un pò come i segni zodiacali, dove l’ariete è sempre testardo e lo scorpione è sempre passionale. Per esempio, in questo caso, Hollywood viene riconosciuta come capitale del cinema, ma porta con sé l’idea del tutto_silicone. Oppure Parigi e la sua tradizione teatrale che qui sembra invasa da donne di facili costumi. Accoppiando l’idea di Parigi con quella del teatro, a chi non viene subito in mente il Moulin Rouge o decine di gambe che si piegano e si allungano a ritmo di cancan mostrando la biancheria intima? Toronto scende in campo affermando che non ha nulla da invidiare in fatto di capitale culturale, imponendo, inoltre, la genuinità, la purezza e la naturalità del proprio capitale umano.

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