
Forse perchè queste notizie in Italia non hanno mai troppo risalto o interesse, forse perchè eravamo molto impegnati con le nostre professioni, ma ci stavamo per perdere la nascita di un nuovo Consiglio Nazionale che (lo dico con la dovuta cautela) potrebbe portare ad importanti novità in Italia. Il 6 di Giugno di quest’anno infatti è stato insediato ufficialmente dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli il primo Consiglio Nazionale del Design. L’organismo, con sede a Milano, avrà i compiti, secondo quanto dichiarato dal ministro, di “ricerca, divulgazione, promozione, sperimentazione e l’obiettivo di costituire un incubatore volto a promuovere la cultura del design nella pubblica amministrazione, nelle aziende e nell’opinione pubblica“, fatto quanto mai atteso e innvativo per il nostro Paese.
Riporto, sforbiciando, un articolo su questo tema apparso su Socialdesign l’indomani della nascita del Consiglio nel quale si sottolinea l’importante passo da parte delle istituzioni per la promozione delle potenzialità progettuali italiane e per il riconoscimento del valore economico che il design contribuisce a produrre nel paese sebbene si rilevi ancora la presenza, nelle parole del ministro, del famigerato termine “creatività”, piuttosto che “progetto”. Un fatto che, si spera, l’attività del Consiglio stesso aiuterà a superare e a meglio descrivere. Lo scenario che tutti ci auguriamo è quello di una classe politica capace di riconoscere e valorizzare professionalità quali il creativo, il designer, il pubblicitario, mettendoli nelle condizioni di poter crescere e dare il loro contributo alla comunità.
Si spera soprattutto che l’istituzione del Consiglio, e l’attività che da questo deriverà, possa evitare in futuro gravi passi falsi come quello accaduto a proposito del marchio turistico dell’Italia: la promozione della cultura del design passa anche attraverso la trasparenza e la correttezza dei bandi di gara indetti dalle pubbliche amministrazioni.
Ciò che più colpisce, confermando ciò che scrivevo nell’articolo precedente, è che il Ministro Rutelli, non ha spinto in primis per la sensibilizzazione della pubblica amministrazione verso la cultura del progetto in Italia, ma ha invece indicato, la segnaletica turistica come una delle priorità: “La segnaletica delle nostre città è brutta, nelle scuole, nelle stazioni, negli ospedali siamo molto più indietro di tanti altri Paesi. Possiamo migliorare, abbiamo le intelligenze e le capacità per farlo. E non è detto che un design più bello costi di più. E questo lascia pensare che il Consiglio abbia molto lavoro da fare, innanzitutto a livello culturale.
L’articolo di Socialdesign chiude con un suggerimento che mi sento di appoggiare pienamente: è meglio evitare i mega appalti onnicomprensivi (“Rifare tutti i segnali d’Italia”) come nel disgraziato caso del portale Italia.it, ma scegliere piuttosto strade di design “sostenibile” e rispettoso delle competenze. La cultura del progetto in Italia è fatta anche della sua presenza diffusa sul territorio ed è questo un valore assolutamente da preservare.
Il Consiglio è composto da:
Giuliano da Empoli, Cynthia Orlandi, Flavio Albanese, Emilio Ambasz, Silvana Annicchiarico, Pio Baldi, Luca Ballarini, Stefano Boeri, Aldo Bonomi, Andrea Branzi, Francesca Calissoni, Giulio Cappellini, Cristina Chiappini, Antonio Citterio, Umberto Croppi, Mario Cucinella, Michele De Lucchi, Marco De Michelis, Gillo Dorfles, Carlo Forcolini, Leopoldo Fryrie, Massimiliano Fuksas, Maurizio Galante, Ernesto Gismondi, Giorgetto Giugiaro, Andrea Granelli, Piero Lisssoni, Italo Lupi, Ilaria Marelli, Enzo Mari, Stefano Marzano, Maria Grazia Mazzocchi, Alberto Meda, Ambra Medda, Alessandro Mendini, Ettore Mocchetti, Maurizio Morgantgini, Patrizia Moroso, Fabio Novembre, Donata Paruccini, Gaetano Pesce, Renzo Piano, Andrea Pininfarina, Davide Rampello, Carlo Ratti, Stefano Rolando, Beniamino Saibene, Marta Sansoni, Alberto Seassaro, Ettore Sottsass, Marco Stradiotto, Giovanna Talocci, Matteo Thun.
via Socialdesign
Paolo C