Torino 2008 World Design Capital

By TCB-admin

Negli ultimi decenni del ventesimo secolo la città di Torino è sempre stata lì, arroccata come un avamposto nemico tra le Langhe piemontesi e le Alpi Occidentali. Contribuendo a creare un’immagine di sé fredda ed algida, di industriali incalliti nei loro gessati e di borghesia perbenista. Da Torino non veniva fuori niente. Se se ne sentiva parlare erano storie intorno alla Fiat; e non erano belle storie… Poi il ghiacciaio ha iniziato a sciogliersi. Si è talmente sciolto che si è vestito di rosso, colore caldo per antonomasia, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali nel 2006. E da lì Torino è diventata inarrestabile: l’unica realtà nello stivale dove veramente qualcosa di macroscopico si sta muovendo; la sola città in Italia dove varrebbe vivere il presente (try and always be where the beat is happening...diceva qualcuno.) La Fiat aveva già lanciato la sua rinnovata immagine coordinata, con felpe-logo e chincaglierie varie a fare da traini; ma per Torino non si è trattato solo di “rifarsi il trucco”. Dietro c’era e c’è tuttora un incredibile piano strategico, unico per una città italiana, volto a ridefinire l’identità di Torino tutta; ed un’agenzia a partecipazione pubblica e privata, la Torino Internazionale, a coadiuvare tale piano. Per cui le Olimpiadi Invernali, più che un traguardo, erano da considerarsi il primo passo di un processo non ancora esauritosi. Che per il 2006-2007 ha trasformato la città in Capitale Mondiale del Libro; e per il 2008 la vedrà World Design Capital. La nomina conferita dall’Icsid, l’Organizzazione Internazionale del Design, viene assegnata non a città che già sono centri del design, ma a città che hanno fatto del design il motore di una trasformazione economica, sociale e culturale; e Torino negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante in questa direzione, forte di un’industria della cultura quanto mai fiorente e di un settore dei servizi massicciamente consolidato. Tema dell’anno sarà Flexibility, in onore di una Torino che si dichiara “reattiva” ed “adattiva” a cambiamenti repentini e contesti rinnovati. Mentre quattro fasi, ognuna con un proprio focus, si articoleranno nel corso della manifestazione: la prima, mirando ad un target non professionista, è dedicata al design pubblico e a come esso agisca nella vita quotidiana; perchè Torino vuole farsi portavoce di un design che va oltre la forma per farsi progetto, di prodotto, di comunicazione, di servizio, con grande attenzione alla componente innovativa. Una seconda fase verte sulle modalità attraverso le quali il design può trasformare l’economia piemontese, ma anche quella mondiale. Mentre la terza fase sarà dedicata alla formazione: la regione Piemonte darà l’opportunità a studenti stranieri di collaborare con le aziende del territorio, sia per offrire ai giovani l’opportunità di misurarsi con una realtà aziendale, sia per fornire alle aziende l’occasione per confrontarsi con “menti” fresche e creative; inoltre il World Congress of Architecture, previsto nello stesso periodo, permetterà al design di confrontarsi con l’architettura e ai giovani di venire in contatto con le “star” del settore. L’ultima fase riguarderà le politiche del design: si discuterà del ruolo che l’Italia riveste nel mondo del design al giorno d’oggi, tentando di instaurare un dialogo tra la storica cultura italiana del design e le emergenti culture inglesi, olandesi, ecc. Nel 2008 Torino sarà quindi teatro di mostre, installazioni urbane, convegni e occasioni di confronto e dibattito in genere. L’anno si concluderà poi con l’inaugurazione del primo Design Center in Italia, che sorgerà o sull’area di Mirafiori, prossima ad essere rilevata dagli enti locali, o nelle ex-fonderie Fiat, localizzate lungo la Spina 3, una fra le aree a più alto tasso di trasformazione urbanistica in città; la struttura vorrà essere non una semplice vetrina dei prodotti del design, ma un occasione di formazione, sperimentazione e ricerca; naturalmente con il contributo di tutti i soggetti che hanno voce in capitolo, dal Politecnico di Torino alle più o meno blasonate aziende. E in tutto ciò Milano, storica capitale del design italiano, che ruolo avrà? La competizione tra città non è cosa nuova; ma almeno per ora Paola Zini, direttrice di Torino 2008 World Design Capital, ci tiene a precisare che è fondamentale che le due città collaborino, perché Torino ha ancora tanto da imparare da Milano; e aggiunge che “è indubbio che avere più città orientate al design, per l’Italia non può che essere un vantaggio; se vi fossero anche dieci città italiane riconosciute quali città del design, questo non farebbe altro che accrescere il credito internazionale del design italiano e del ruolo che esso ha nella nostra cultura, purché si agisca in una dimensione di confronto e di relazione e non di competizione.” Torino intanto è quantomai determinata in questo processo che negli ultimi dieci anni sta ridisegnando l’identità cittadina; e giocherà anche la carta del design, tentando di costruire un’eredità, fisica e culturale, in grado di sopravvivere al 2008.

Lascia un commento