Tutta la lunga introduzione storico-cronologica del post precedente che sembra non avere collegamenti con la talkability dei luoghi era un pretesto per mettere in risalto ciò che ci ha più colpito in queste ultime settimane: ossia la volontà di un luogo reale di avere una propria “riproduzione” nel luogo virtuale di SL.
E’ di pochi giorni fa infatti la notizia dell’acquisto da parte della Regione Toscana di un’isola su Second Life, sulla quale è possibile chiacchierare o passeggiare fra le vie di Pisa, incontrarsi in Piazza del Campo a Firenze o vedere le tante bellezze naturali e i monumenti delle dieci provincie toscane. L’idea geniale è venuta ai gestori del portale del sistema Toscana dando la possibilità ai tanti utenti di SL di immergersi in una città ideale costruita con le opere più preziose presenti nelle dieci province toscane. Citando il comunicato ufficiale, tutti i monumenti saranno corredati da contributi audio in cinque lingue per permettere a chi lo desidera di approfondirne la conoscenza. Anche un tipico borgo toscano è in costruzione al centro di un territorio di colline e cipressi, vigne e uliveti, per traghettare nella “seconda vita” il Chiantishire e le celebri colline senesi.
E se tutti i membri dello staff di intoscana.it avranno la loro redazione virtuale su Second Life, è prevista anche l’apertura di un ufficio di Toscana film commission, ente partner dell’iniziativa che fa della Toscana delle pellicole cinematografiche la sua ragione d’essere, e che ha colto al volo le grandi potenzialità di questo nuovo modo tridimensionale di fare comunicazione. Il progetto non si fermerà qui: è prevista a breve l’apertura di un vero e proprio supermarket in Second Life che darà accesso ai prodotti dello shop di intoscana ai residenti che potranno acquistare le eccellenze toscane, proprio come in un vero negozio con tanto di commessa, per poi vederseli recapitare materialmente a casa in “real life”.
Paolo C.

24 Aprile, 2007 alle 9:28 pm |
forse non sarebbe meglio vedere posti reali realmente? magari ci si potrebbe impegnare per potenziare turismo e far diventare l’Italia meta di visitatori da ogni parte del mondo, piuttosto che portare il mondo nel virtuale? I luoghi vanno vissuti, visti, vanno toccati, ascoltati..l’informazione deve servire a “far venire l’acquolina..”, a far scoprire quel valore aggiunto che un luogo/prodotto possiede, non deve sostituire l’aspetto dell’esperienza! Mi spiace il tono un po’ polemico ma ho avuto occasione di informarmi un po’ di SL e diciamo che se questo è il futuro..bè non mi piace..dobbiamo riprenderci i valori della vita vissuta e non nasconderci dietro uno schermo e costruirci una realtà che non esiste..
3 Giugno, 2007 alle 4:32 pm |
è vero che i posti vanno vissuti realmente e i luoghi “combattono” a livello comunicativo per promuovere l’esperienza “concreta” migliore possibile (ved. ad es. il nostro articolo sul Brasile), ma è anche vero che il virtuale sta diventando un sostegno necessario al reale. facilita il flusso informativo, lo rende disponibile ovunque e a chiunque sia connesso. in questo c’è un notevole processo democratico “orizzontale” che migliora anche il reale che poi noi esperiamo nella vita di tutti i giorni, come in vacanza. forse il tuo timore è che prevalga il virtuale, che si trascuri il reale in una vita dal sapore playstation o peggio matrix dove tutto è realmente finto, ma anche virtualmente vero. inutile dire che succederà ciò sembrerà più gratificante al maggior numero di persone, ma sicuramente la differenza qualitativa la faranno i progettisti, i consumatori attenti e consapevoli: in sintesi il livello culturale delle soluzioni proposte. i luoghi da visitare e scoprire sono molti e i progetti da fare infiniti, perciò proponiamo cose di qualità nella First Life appre come l’unica soluzione.
5 Giugno, 2007 alle 5:18 pm |
assolutamente vero che il virtuale è un valido supporto all’informazione: è facile, veloce, “connette” una massa enorme di utenti. La mia paura è semplicemente che ci si scordi che dietro i cosiddetti utenti non ci sono altro che persone reali. Confidiamo nell’itelligenza dei progettisti e nell’intelligenza dei consumatori affinchè il virtuale sia un valido strumento di supporto ad una conoscenza reale più ampia.